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mercoledì 5 febbraio 2020

Subacquei gente seria 7 - Il Partner del subbo







Nel nostro gruppo di subacquei, ve ne sono, a parer mio di davvero eroici, e non mi riferisco a quelli che vantano oramai 4.000 tuffi, scapoli, benestanti liberi da impegni, ma di quelli con figliolanza, distanze notevoli, lavori impossibili e tempo risicato, che caparbiamente si ritagliano un po’ di spazio per riuscire ad immergersi nonostante l’universo mondo faccia di tutto per ostacolarli. 



A queste difficoltà tutt’altro che risibili dovete aggiungere il più periglioso che ancora non ho citato: Il/la compagno/a.
La scelta del partner di vita (per un subacqueo) è difficoltosa come e di più della scelta di un buon buddy,; uno dei miei istruttori soleva ripeterci durante i corsi, che puoi avere la strumentazione e l’attrezzatura più all’avanguardia del mondo, ma se non hai un buon compagno in immersione sei nei guai.
Chi sceglie di unirsi ad un sub non essendolo lui/lei stesso/a, va fatalmente incontro ad un destino segnato di attese e sfatamento di miti metropolitani.
Attese perché noi malati di acqua salata (e di acqua in generale) tendiamo ad immergerci appena possibile, e spesso con trasferte, non sempre con il sole, il caldo tropicale .
Un partner che non ha “velleità anfibie” classificherà come masochistica l’attività subacquea, fatta di Brerafing, debreafing, preparazione attrezzature, lunghe discussioni con gli amici del partner in una lingua e una terminologia aliena.
Avrà molta difficoltà a capire le smorfie di dolore per entrare in una muta di neopreme con fuori 35 c° , appesantendosi con circa una quarantina di kg di attrezzatura al solo scopo di stare sotto meno di un oretta, che poi...che ci sarà la sotto da vedere? Si insomma, la stessa roba che trovi nel banco frigo dell’Esselunga no? Se poi li vuoi vedere più vitali esiste l’Acquario di Genova, ma anche “Alle falde del Kilimangiaro” la domenica, o “Donna Avventura” va bene!
Che poi se si tratta di una donna, dopo provate a fare delle rimostranze, quando partite per un week-end o le ferie , sul suo bagaglio, lei vi rinfaccerà che ogni volta che andate al mare voi vi portate il mondo… e se ribattete che i sub usano il minimo indispensabile per immergersi ...avranno una fan di Umberto Pellizzari tra le amiche che “Lei fa senza”.
Ci saranno le solite domande: se ti scappa dove la fai? Non nella muta vero? Ma se ti scappa da sternutire? Come fanno le donne con la messa in piega a mettersi il cappuccio? Ma nella muta stagna se ti scappa una scorreggia come fai? Devi aspettare tre ore dopo mangiato per immergerti?
Passato il primo periodo di “addestramento”, non il vostro per i corsi, ma quello del partner a capire, ad esempio che voi non pescate nulla ed al massimo fate qualche foto, mentre suo cugino scende con la fiocina, ed almeno “fa qualcosa di utile”, capito che fondamentalmente siete inoffensivi ed al massimo un po’ svitati per mettere tra voi e la superficie un muro d’acqua alto come una casa di almeno 4 piani, la strada è in discesa.
Ci sono però dei lati positivi, vado ad elencarli:
1) non potrà chiamarvi al cellulare quando sarete sott’acqua, ma state sicuri che lo farà prima e sopratutto dopo, e se non rispondete chiamerà nell’ordine: Guardia Costiera, Capitaneria di porto, Carabinieri, Vigili del fuoco, Ministero della Marina Mercantile e l’Associazione “Marinai d’Italia”. Una volta la mia compagna si lamentò con me che se fossi morto non sarebbe stata informata da nessuno, serafico (facendo gli scongiuri) le dissi che era impossibile, e che alla malaparata se fossi morto lo avrebbe imparato dal telegiornale come chiunque altro, tanto da morto...
2) Il sabato potrete mandarlo a fare la spesa da solo/a, perché voi dovete immergervi, vi sarà così risparmiata la spasmodica ricerca di un parcheggio e la navigazione con un carrello che viaggia storto in mezzo ad una umanità impazzita che sembra un branco di barracuda. Al contrario potrete lungamente dedicarvi a cercare un parcheggio, scaricando tonnellate di attrezzature dal portabagli della vostra auto, per poi faticosamente trasportarlo al diving cercando di conquistarvi uno spazio risicato, fare il vostro tuffo, togliervi tutto di dosso di nuovo, imballarlo, riandare a prendere l’auto ricaricare tutto e tornare a casa in mezzo ad altri forzati come voi.
3) Potrete, dopo contrattazioni familiari che faranno sembrare l’accordo per il “cessate il fuoco” in Iraq, una cosina da nulla, ritagliarvi dei week-end con altri subbi come voi , in cambio di una vacanza in un posto in cui non sareste mai andati neppure sotto tortura o a qualche evento mondano stracciamaroni/soporifero.
4) il partner vi farà dei regali che facilmente si conformeranno facilmente alla vostra passione, evitando così a festività e compleanni il ricorso al “regalo rifugio” (libro sulla vita di Fabio Volo, un calzascarpe per ciabatte, Frigorifero esquimese, pettini per alopecia, quadri di Teomundo Scrofalo), per virare su pezzi dell’attrezzatura da subbo magari… Ok se il partner non è riuscito a capire ancora la differenza tra una tuta di latex e una muta in neopreme, forse non ha capito qualcosa… o forse non l’avete capita voi.
5) potete cercare di portarlo, al lato subbo della Forza… in questo caso auguri… se va bene avrete un buddy entusiasta che non vi molla più, se va male spedisce voi ad immergervi e si organizza per conto suo qualcosa.
A tal scopo durante il mio corso per l’advanced ebbi la ventura di immergermi con una coppia, lei doveva prendere l’avanzato come me, ma era forse un po’ impacciata ed infastidita dai continui interventi del suo fidanzato, risultato: non dimenticherò mai quell’immersione, e neppure la mezz’ora di urla dentro gli erogatori dei due piccioncini.
Insomma quando, in una conversazione con dei non-subbi, vi chiederanno ammirati come fate a scendere tanto (quale sia la profondità prevista dal vostro brevetto) con calma glaciale potrete rispondere che quella ...è la parte facile.

 Buone Bolle! 


Fabrizio Gandino
"Subacqueodisuperficie"

 

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